Venticinque anni fa si concludeva una delle storie di rally più emozionanti di tutti i tempi. Dopo anni di dominio assoluto, l’astro della Lancia Delta si spense, dopo un’ultima stagione da leggenda che portò al sesto titolo consecutivo al Campionato Mondiale. 8 vittorie, 21 podi e 4 doppiette! Un trionfo annunciato e poi realizzato con tenacia, gara dopo gara, con un’automobile (la Lancia Delta HF Integrale) destinata a rimanere per sempre nella mente e nel cuore di tutti. La cosa più incredibile della stagione fu che la Lancia Delta HF Integrale arrivò sul podio in tutte e dieci le gare inserite nel campionato costruttori! Il solo rimpianto resterà il mancato successo nella classifica piloti, con Juha Kankkunen e Didier Auriol alle spalle di Carlos Sainz. Unica svasatura in una stagione dove in parecchie occasioni si rasentò la perfezione assoluta.
Ma facciamo un passo indietro.
È il 18 dicembre del 1991. La Lancia Delta è al culmine del suo successo sportivo nelle corse: è la regina assoluta dei rally, l’auto dei sogni, con i piloti più forti, con il team più agguerrito. Però, da Torino, è stato appena diffuso un comunicato stampa con il quale si annuncia che la Lancia sospenderà l’attività agonistica. “Perché?”! Questa è la domanda inevitabile e martellante che rimbalza di bocca in bocca tra gli appassionati.

La risposta, in un certo senso la dà Tiziano Siviero, copilota di Biasion, in un’intervista a caldo: “Ripensando a certe scelte fatte negli ultimi mesi, c’era da aspettarsi che finisse così…” […] “Comunque, affidando la gestione delle Delta al Jolly Club il Gruppo Fiat ha fatto l’affare dell’anno: con un buon risparmio, i risultati continueranno ad arrivare”, osserva il bassanese. Che aggiunge: “Almeno per la stagione che sta per cominciare…”
E fu proprio così, a cominciare dalla gara più attesa, quella di Monte-Carlo, 23/28 gennaio 1992.


Didier Auriol affronta e vince il Monte-Carlo con il numero 4 sulle portiere, lo stesso assegnato a Juha Kankkuen in Portogallo dove il finlandese legittima un primo posto mai veramente in discussione mettendosi tutti dietro in tredici prove speciali: non può che essere una combinazione e pochi ci fanno caso, ma in un ambiente tradizionalmente superstizioso c’è chi prende in considerazione la magia legata alla cifra. In realtà, la vera magia è quella che hanno compiuto in officina i tecnici dell’Abarth pensando e realizzando l’ennesima versione vincente della Delta, la quarta dopo la 4WD, l’Integrale e l’Integrale 16 valvole.


In grossa difficoltà come i suoi compagni di squadra Juha Kankkunen e Philippe Bugalski sull’asfalto ghiacciato della Sisteron-Thoard, Didier Auriol deve cedere per un po’ il primato a Carlos Sainz. Ma il contrattempo non impedisce al Folletto delle Cevennes, autore di una rimonta sensazionale nel finale di gara, di festeggiare insieme a Bernard Occelli sul cofano della Delta HF un altro successo nel Principato di Monaco, il secondo dopo quello ottenuto due anni prima con la Delta HF Integrale.


Non sempre però fila tutto liscio, un po’ come in Portogallo…
“È l’arte che entra”, dicevano i vecchi quando il martello picchiava sul dito anziché sul chiodo… Quanta saggezza ci sia nella frase, Andrea Aghini lo scopre in Portogallo dove, alla terza gara con una Delta e al debutto con il Martini Racing, vede sfumare un risultato clamoroso nella prima prova speciale dell’ultima tappa strappando una ruota. Va un po’ meglio, due mesi dopo, a Juha Kankkunen all’Acropoli: sulle pietraie dell’Ellade, problemi elettrici gli impediscono di lottare fino alla fine con Didier Auriol, ma non di mettersi in tasca i quindici punti destinati al secondo e chiudere la prima parte della stagione da leader della classifica iridata 1992.
E poi ci sono le gare dove Lancia Delta è irraggiungibile, per tutte le sue rivali.


Nel 1992 l’Acropolis Rally è letteralmente dominato dalle Lancia Delta HF: Didier Auriol e Bernard Occelli, si aggiudicano la gara e al traguardo precedono l’equipaggio formato da Juha Kankkunen e Juha Piironen. A fine gara i due equipaggi del Martini Racing festeggeranno a lungo: essere rivali nella corsa al titolo non impedisce ai quattro splendidi protagonisti dell’appuntamento sulla dura terra ellenica di stimarsi e rispettarsi e neppure di gioire insieme.


Dal Portogallo, all’Acropoli, alla Corsica la musica è sempre la stessa: la “Deltona” del Martini Racing domina sugli sterrati più accidendati, come sulle insidiose curve dell’isola napoleonica. Juha Kankkunen non ha rivali nella gara lusitana, mentre il compagno di squadra Auriol sale sul gradino più alto del podio in Argentina e Corsica. A festeggiarlo ad Ajaccio c’è addirittura il Presidente della F.I.A Jean Marie Balestre.
Lancia Delta non ha confini! La stagione va alla grande anche nella savana…


Polvere, polvere e ancora polvere: è un Safari per due terzi asciutto quello che va in scena dal 27 marzo al 1° aprile del ’92 e la scarsa visibilità è uno dei problemi che protagonisti e comprimari devono affrontare nella savana dove, con vetture ormai generalmente assai affidabili, si viaggia spesso a fondo su strade ancora aperte al traffico normale, fra popolosi villaggi e animali selvatici. Capita anche di dover attraversare i binari al Safari. Ma si tratta per lo più di strade ferrate ormai in disuso e la cosa non rappresenta un vero problema: più impegnativo, invece, è “slalomare” intorno ad alberi secolari, soprattutto quando in sospensione nell’aria c’è ancora la polvere sollevata da chi è passato prima…
La stagione continua trionfalmente fino al raggiungimento del sesto titolo consecutivo al Campionato Mondiale.


Non c’è regalo più grande per chi ama il rally che rivivere questa immensa emozione attraverso l’opera Delta The Legend, che racconta le gesta sportive della Lancia Delta dal 1985 al 1992! Scopri di più e acquista l’opera (VAI ALLO STORE).
Intanto godiamoci il video della stagione 1992. L’ultimo anno, l’ultimo capitolo della Leggenda.

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